IMMAGINI DELL'INVISIBILE Un itinerario ed un incontro nella Bellezza originaria

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Santa Trinità

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La Santa Trinità

La Santa Trinità

Il brano del Libro della Genesi: 17, 1-15

L'apparizione di Mamre

Poi il Signore apparve a lui alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all'ingresso della tenda nell'ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall'ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, dicendo: "Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passar oltre senza fermarti dal tuo servo. Si vada a prendere un pò di acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l'albero. Permettete che vada a prendere un boccone di pane e rinfrancatevi il cuore; dopo, potrete proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo". Quelli dissero: "Fá pure come hai detto". Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: "Presto, tre staia di fior di farina, impastala e fanne focacce". All'armento corse lui stesso, Abramo, prese un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si affrettò a prepararlo. Prese latte acido e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse a loro. Così, mentr'egli stava in piedi presso di loro sotto l'albero, quelli mangiarono.

Poi gli dissero: "Dov'é Sara, tua moglie?". Rispose: "È là nella tenda". Il Signore riprese: "Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio". Intanto Sara stava ad ascoltare all'ingresso della tenda ed era dietro di lui. Abramo e Sara erano vecchi, avanti negli anni; era cessato a Sara ciò che avviene regolarmente alle donne. Allora Sara rise dentro di sé e disse: "Avvizzita come sono dovrei provare il piacere, mentre il mio signore è vecchio!". Ma il Signore disse ad Abramo: "Perché Sara ha riso dicendo: Potrò davvero partorire, mentre sono vecchia? C`è forse qualche cosa impossibile per il Signore? Al tempo fissato tornerò da te alla stessa data e Sara avrà un figlio". Allora Sara negò: "Non ho riso!", perché aveva paura; ma quegli disse: "Sì, hai proprio riso".

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Breve lettura dell'icona


(dal libro di Angelo Vaccarella: Icone e Feste del Cilco Liturgico)


L'icona di Andrej Rublev è una delle espressioni mistiche più elevate. Diceva San Gregorio Nazianzeno: "Quando dico Dio intendo il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo". Ed aggiungeva: "Non appena mi rappresento l'uno sono illuminato dallo splendore dei tre; non appena li distinguo sono ricondotto all'uno. Quando penso uno dei tre lo penso come il tutto e i miei occhi sono riempiti e il più mi sfugge".
Nello sfondo superiore sinistro tra la casa e l'albero vi era la dicitura: "la Trinità", oggi appena visibile nell'originale.
L' angelo di destra è lo Spirito Santo, l'angelo di sinistra, è il Padre, l'Inconoscibile e l'angelo di centro, con alle spalle l'albero della vita, dalla mano che benedice la coppa e dalle vesti azzurro e bruno, simboli delle due nature del Cristo, è il Figlio.
Un movimento anima tutta l'icona: esso parte dall'angelo di destra, è trasferito dall'inclinazione dell'angelo centrale e, raccolto dall'angelo di sinistra, ritorna di nuovo verso l'angelo di destra, eternando così il suo continuo moto.
I tre personaggi hanno dei bastoni lunghi e rossi, simbolo del potere dell'individuo, della sua dignità ed autorità. I tre angeli sono seduti su dei panchetti con i piedistalli d'oro, segno della diversità del mondo terrestre ed il mondo celeste e la supremazia di questo sulla terra.
I tre siedono alla stessa mensa, che ha il piano bianco, e su cui si trova la coppa che contiene l'agnello del sacrificio. Troviamo, sempre nella tavola, un doppio rettangolo che è simbolo della terra.


I Padri


La Trinità non conosce limiti, non ha frontiere, non può esser misurata, non ha dimensioni; nessuno spazio può circoscriverla, nessun pensiero abbracciarla, nessun calcolo valutarla, nessuna epoca modificarla.

(Ambrogio, Commento al Vangelo di san Luca, 2,12-13)



Preghiera


Signore Dio, Padre onnipotente,
guarda i tuoi servi che adorano la tua maestà;
benedicili e proteggili per il tuo unico Figlio
nella potenza dello Spirito Santo
e fa' che trovino nella tua lode
letizia sempre più grande.

Messale Ambrosiano, Santissima Trinità.
Orazione a conclus. liturg. parola


La festa


Nell'epoca carolingia nasce la devozione privata alla Santissima Trinità. Dal decimo secolo in poi alcune Chiese hanno già una festa a parte. Papa Giovanni XXII, nell'anno 1334 approva la festa e si celebrerà la prima domenica dopo la Pentecoste.

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