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Tecnica Download
Presentazione dei colori e delle loro proprietà. Catalogo e vendita on line. I pigmenti vengono classificati secondo due grandi categorie: i pigmenti organici e i pigmenti inorganici o minerali. I pigmenti organici si suddividono a loro volta in due gruppi di origine vegetale e animale. I pigmenti inorganici vengono anch’essi ripartiti secondo la loro origine in naturali e artificiali.
Prima di emulsionarlo miscelare il pigmento con acqua. Poco trasparente, viene di solito utilizzato per i fondi.
Difficile da emulsionare, aggiungere qualche goccia di acqua e alcool denaturato per scioglierlo nell'uovo. Viene utilizzato con bianco e tinta orpimento. Instabile. Utilizzare il phon fra una mano e l'altra per stabilizzarlo.
Buona stabilità alla luce. Indicato per le mescolanze. Molto coprente.
Difficile da emulsionare e da stendere. Instabile. Utilizzare il phon fra una mano e l'altra per stabilizzarlo. Utilizzato per i manti della Madre di Dio.
Colore trasparente, ma molto luminoso.
Utilizzato in iconografia spesso per eseguire il disegno direttamente sulla tavola. Si scioglie molto facilmente nell’emulsione.
Si scioglie molto facilmente nell’emulsione ed è il pigmento più utilizzato in iconografia.
E’ il pigmento più prezioso in assoluto. Mescolarlo solo con l’acqua, perché l’emulsione tende a variarne il colore verso il verde-grigio. Molto trasparente, viene utilizzato per le velature sui fondi di azzurrite.
La tavolozza degli antichi iconografi
I colori e i loro utilizzo
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Le icone vengono dipinte con tempera all'uovo, che è una misura di rosso d'uovo, di acqua e di pigmenti colorati.
¹Il primo termine in corsivo è il nome greco, dato da Teofrasto, mentrei seguenti sono i termini russi corrispondenti.
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Bianco (¹Psimùthion, "belila": bianco di piombo) Utilizzato sia per gli schiarimenti, mescolato con altri pigmenti,
sia allo stato puro per l'ultimo tratteggio di luce sui volti e le draooerie.
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Ocra (Ochra, "ohra": ocra) Largamente utilizzate innanzitutto per i volti e le parti visibili del corpo in una mescolanza chiamata sankir, poi per le vesti, le montagne e le architetture, mescolate con bianco, nero e verde.
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Giallo (Arrènikon, "zelt', blaigelb, bliagil, kron": giallo di piombo, giallo di cromo)
Le indicazioni concerneti la pittura dei santi non menzionano che raramente il giallo.
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Rosso (Kinnàbaris, "kinovar": cinabro, vermiglione) Questo pigmento era già conosciuto nel terzo millennio
dalle tribù della cultura di Maikop, a sud della Russia.
"Sourik": rosso vivo era anche utilizzato come essiccativo, per accellerare l'essiccazione dell'olifa.
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Verde ("Praselen'": verde pallido) Colore fondamentale per le icone.
Si utilizza per dipingere la terra, le montegne e i fondi che non richiedevano una grande luminosità.
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Blu (Kyanos, "lazor": oltremare) Utilizzato per le vesti e le mescolanze che servono agli schiarimenti.
Il lapislazzuli merita una menzione particolare perchè è di qualità superiore.
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Nero ("Tchernila'": nero d'avorio, nero di vite)
Con questo pigmento si dipingevano le grotte, l'interno delle finestre,
le iscrizioni ed era usato nelle mescolanze.
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Composti
("Sankir'": carnagione) Colore base per i volti e le parti visibili del corpo.
Il pigmento principale è l'ocra gialla, mescolata con del nero, del bianco, e a volte del verde.
Da questa mescolanza si ricavano alcune tinte per gli schiarimenti.
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("Bagor'": bruno-rosso) Mescolanza di nero con vermiglione o carminio. Indicato per la veste della Vergine.
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("Reft'": grigio scuro) Formato con il bianco, il nero, il blu, il vermiglione e un pò di ocra,
veniva utilizzato per le architetture e le nuvole.
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("Ditch'": bruno-grigio) Utilizzato per dipingere le vesti dei monaci, simbolo dell'ascesi,
la mescolanza è composta dal carminio, blu e bianco oppure di ocra, blu e vermiglione.
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("Eksedra": nero-rosso) Mescolanza di nero e carminio utilizzata per i disegni nella carnagione e per le iscrizioni
E’ un pigmento a base di solfuri d’arsenico ed è mortale se ingerito. E’ quindi pericoloso respirarne i vapori o toccarlo con le mani, per cui è meglio sostituirlo con il pigmento “tinta orpimento”, miscela di terre e di un derivato vegetale. Difficile da emulsionare, Si consiglia di macinarla in un mortaio di ceramica prima del suo utilizzo con il pennello.
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